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Il Giardino di Daniel Spoerri

Daniel Spoerri (1930) grande artista eclettico del panorama artistico contemporaneo internazionale, trovò nel 1990, il giardino ideale che cercava, a Seggiano (GR): circa 16 ettari di estensione, alle pendici del Monte Amiata, caratterizzato da un invidiabile panorama verso la Maremma, nella Toscana Meridionale. Clima mite.
L’artista svizzero, iniziò la sua carriera come ballerino nella Berna degli anni ’50. Lo troviamo tra i firmatari è del Manifesto del Nouveau Réalism negli anni ’60. Risalgono a quel periodo i suoi primi quadri-trappola.
Da sempre interessato al tema del giardino storico, Daniel Spoerri visitò e studiò numerosi giardini europei, soprattutto quelli francesi e della Germania dell’est. In Italia fu particolarmente affascinato dal Parco dei Mostri di Bomarzo, (già visitato nel 1949 da Salvador Dalì) . Il suo coinvolgimento non è però rivolto alla Natura in sé, ma verso la“natura addomesticata” dall’uomo: è proprio in essa che l’artista trova il suo vero significato.
Appena ebbe a disposizione il terreno, Daniel Spoerri, decise di installare immediatamente alcune sculture. La prima fu Colonna del Rinascimento (1987-1991), creata in occasione di una mostra sulla colonna, simbolo di ricostruzione, nella città di Gibellina . Dopo aver ottenuto dall’artista Eva Aeppli la serie completa delle opere sui sette vizi capitali, pensò a realizzare il suo giardino inserendo, oltre alle proprie sculture, anche le quelle di amici artisti.
Nel 1997 il giardino venne aperto al pubblico e riconosciuto ufficialmente dal Ministero della Cultura Italiana. Nello stesso anno nacque la Fondazione “Hic terminus Haeret, Il Giardino di Daniel Spoerri”, con lo scopo di valorizzare al meglio l’attività di ricerca nell’ambito dell’arte contemporanea, attraverso la sua possibile relazione con la natura. La Fondazione, con sede nella Villa all’interno del parco, si avvale di finanziamenti pubblici e privati, e si occupa non solo delle attività del Giardino, ma offre borse di studio a giovani artisti toscani che, alla fine dello stage, potranno realizzare ed inserire nel verde spazio espositivo, una loro opera.
Dall’installazione della prima scultura di Daniel Spoerri, trascorsi 21 anni, il parco ha aumentato il suo patrimonio di sculture: ospita oggi un totale di100 opere, sia proprie che appartenenti a 50 amici artisti.

NOTE PERSONALI

A circa un’ora da Grosseto, passando per le colline della Maremma toscana, troviamo la piccola cittadina di Seggiano, che ospita Il Giardino di Daniel Spoerri.
La località è raggiungibile facilmente, ma soltanto con mezzi propri. L’entrata del parco è di fronte al campo sportivo, sulla sinistra.
Sul cancello appare la scritta Hic terminus Haeret, qui aderiscono i confini. Oltrepassando la soglia si è accolti dal tipico casale toscano, immerso nel verde, circondato principalmente da cipressi, ulivi . Pur non avendo visitato questo luogo durante la stagione estiva, nel pieno del suo splendore, le emozioni che mi ha suscitato sono state notevoli.
La visita di tutto il parco varia dalle 3 alle 4 ore. Muniti di una eccellente piantina e di una piccola guida con una breve spiegazione di tutte le opere, il percorso è davvero piacevole e ben accessibile. Segnalo che si tratta comunque di uno spazio espositivo, in gran parte su terreno erboso, con lievi pendenze. E’ possibile su prenotazione, una visita guidata anche in lingua inglese tedesca e francese.
Non esiste un vero e proprio percorso obbligato da seguire, le opere non sono legate fra loro da un unico filo conduttore, anche se è molto utile assecondare la sequenza indicata dalla guida. Possiamo dire che il giardino è suddiviso in zone. Nella prima, le opere sono raccolte per lo più attorno alla villa. La seconda zona è più boschiva e si estende alle spalle del parcheggio. La terza zona, si trova a nord ed caratterizzata da un grande prato e numerosi piante di ulivo.
Insieme al percorso scultoreo, è interessante il parallelo percorso botanico, evidenziato da numerose segnalazioni, indicanti i nomi delle piante, in latino.
Vorrei segnalare i consigli per la visita, che ho raccolto personalmente da Daniel Spoerri: premesso che le opere del parco sono tutte da vedere, l’artista consiglia di lasciarsi coinvolgere soprattutto, dall’esperienza avvolgente della Chambre n.13 de l’Hotel Carcassonne Paris, (1959-’65), situata nel cuore del parco , quasi un incantesimo vertiginoso, provocato non solo dalla doppia inclinazione del terreno, ma soprattutto, dalla sensazione di trasporto in un tempo e dimensioni diversi, enfatizzata dall’assenza del tetto.
Un’altra opera da vivere intensamente è Unicorni/Ombelico del mondo/Onphalos, (1991), situata sul naturale belvedere di una collina, prospiciente l’abitato di Seggiano e da cui lo sguardo arriva dal Monte Amiata, fino al mare: gli strani unicorni disposti a cerchio, sono gli ideali guardiani di questo luogo prospetticamente perfetto e suggestivo di forze misteriose e verticali.
Non poteva mancare in questo spazio ideato del creatore della Eat Art, un adeguato punto di ristoro, in cui il visitatore può gustare piatti tipici della cucina locale. Inoltre è possibile pernottare nei quattro appartamenti del Borgo del parco, messi a diposizione su anticipata prenotazione.
Il visitatore può anche acquistare olio, vino, marmellate e altri generi alimentari di ottima qualità.

Categories Giardino d'Artista, Parchi | Tags: , | Posted on gennaio 12, 2011

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