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Centro Arte Contemporanea Luigi Pecci

Il giardino è costituito dalle installazioni che circondano l’edificio del Centro d’Arte Contemporanea, costruito su progetto dell’architetto fiorentino, Italo Gamberini.
Il museo, sorto alla fine degli anni Ottanta, venne realizzato e donato su proposta del Cavaliere del Lavoro Enrico Pecci ,in memoria del figlio Luigi ,scomparso prematuramente nel 1973.
Enrico Pecci prese la decisione, pochi anni dopo di realizzare “qualcosa” per la citta’: una struttura che desse prestigio a Prato e che sviluppasse un’attività culturale sempre aggiornata e in continuo movimento.
Nacque così, verso il 1978, l’idea di dare vita a un centro culturale flessibile e dinamico sul modello di quelli già esistenti all’estero. Nel 1981, dopo l’approvazione ,da parte del Comune di Prato, alla donazione del Museo, fu chiamato l’architetto razionalista Italo Gamberini per la stesura definitiva del progetto e per la sua realizzazione. Il museo venne costruito grazie anche al contributo di numerosi enti (Amministrazione Comunale, Unione Industriale Pratese, Cassa di Risparmio di Prato), imprenditori e privati cittadini che crearono una sinergia vincente.
Dopo non poche difficoltà nel corso della progettazione, richiesta di permessi strutturali e stesura, non facile, dello Statuto dell’Associazione, il Centro d’Arte Contemporanea Luigi Pecci venne inaugurato ,nel Giugno del 1988.
La città di Prato, in quegl’anni, divenne l’unica cittadina italiana a possedere un museo, costruito appositamente, per promuovere e documentare le attività artistiche più recenti: l’unico ad avere una collezione totalmente nuova.
L’architetto Gamberini, progettò un edificio su tre livelli (interrato, primo e secondo piano)a pianta a U segmentata, chiusa da un teatro di forma semicircolare all’aperto. La facciata dell’edificio che ricorda quella di una fabbrica (Prato, città industriale), è rivestita da grandi pannelli porcellanati e strutture portanti metalliche ,rosso mattone, che ne definiscono i contorni. L’interno è illuminato da una serie di lucernari.
La raccolta di opere d’arte contemporanea permanente, rappresenta la traccia di ciò che è stato proposto nelle numerose mostre temporanee e frutto delle scelte dei curatori succeduti dal 1988 a oggi.
Della collezione fanno parte le installazione all’aperto ospitate nel giardino che circonda il centro.
Per l’inaugurazione del 1988 i coniugi Anne e Patrick POIRIER, Enzo CUCCHI e Mauro STACCIOLI, progettarono appositamente per l’esterno tre opere d’arte ambitale.
I Poirier realizzarono l’imponente EXEGI MONUMENTUM AERE PERENNIUS: una luccicante colonna d’acciao inossidabile scomposta come se avesse subito un crollo . La scritta sul basamento che da titolo all’opera è una frase estratta dall’Ars Poetica di Orazio “Ho eretto un monumento più duraturo del bronzo”, che vuole sottolineare la voglia di aspirare all’eternità, ma anche fragilità e destino che sono, nella natura umana, segni di caducità. L’anno successivo ambienteranno nel giardino un gigantesco occhio ciclopico in marmo, realizzato per la scenografia di uno spettacolo teatrale. Il combattimento tra Dei e Giganti e quello del grande occhio erano stati già affrontati nel 1982 dagli artisti nell’opera ambientale La morte di Efialte, realizzata per la Collezione Gori a Santomato, Pistoia.
Enzo CUCCHI, realizzò in situ Conca, un’opera- fontana posta nel terreno su un declivio del giardino. Essa è divisa in due, come i due emisferi del cervello in cui l’acqua cade in una parte o nell’altra a seconda della direzione del vento.
Mauro STACCIOLI con Scultura Prato 88, avendo già precedentemente realizzato opere di imponenti dimensioni (Volterra ’73), in cui la scultura viene accolta nel contesto e osservata come parte integrate del paesaggio. La sua forma ad arco, come una gigantesca falce in cemento è di oltre quaranta metri che unisce idealmente la via di accesso dal museo, luogo espositivo, alla città, verso la vita di tutti i giorni dato che l’opera è rivolto volutamente verso la strada.
Alcune opere del museo open-air del Centro Pecci, sono parte invece di donazioni private, successivamente ambientate all’esterno, come per esempio la Fontana della Giovinezza (Fountain of youth) realizzata nel 1987 da Albert HEIN. Collocata all’interno della piazza antistante il teatro all’aperto , l’artista tedesco, riprende il tema tipico della letteratura medioevale come la fonte dell’eterna giovinezza la cui acqua è da sempre considerato un elemento capace di guarire e rigenerare. HEIN, da una forma plastica a questa Fontana della Giovinezza, attraverso la creazione di due torri alte 6 metri, come due “bicchieri di champagne” rovesciati: l’acqua miracolosa fuoriesce dal punto più alto, della fonte, dallo “stelo”e non è possibile raggiungerla.
Nel 2009 sono iniziati i lavori di ampliamento del Centro Pecci e per l’occasione sono state rimosse molte delle opere collocate all’esterno. Sono rimaste al loro posto nel giardino solo la Conca di Enzo Cucchi, la pietra con la lente di Diego Esposito, la torre irregolare di Sol LeWitt, oltre alla Fontana di Albert Hien, nel piazzale del Teatro.
Le altre opere sono state smontate in attesa di essere ricollocate, o hanno trovato nuove sistemazioni: la stele di Matiacci sulla rotonda di Viale della Repubblica, davanti al Tribunale di Prato (a 100 metri dal museo); le opere di Roberto Barni, Bizhan Bassiri e l’occhio dei Poirier, presso la nuova biblioteca comunale Lazzerini, nel centro storico di Prato. A queste è stata anche aggiunta l’opera di Barbara Kruger in una nuova versione su PVC. L’installazione del gruppo R.E.P. per ora rimane sulla facciata esterna dell’edificio originario, ma non sarà più visibile quando sorgerà la nuova costruzione.

La superficie museale progettata da Italo Gamberini, non è più sufficiente ad ospitare degnamente una collezione permanente sempre più ricca, che contemporaneamente importanti mostre temporanee. Il piano di lavoro è stato affidato all’architetto olandese Maurice NIO, che con il suo Progetto ad Anello, una forma semicircolare che abbraccia l’edificio esistente integrandosi con esso, ne raddoppia l’area interna. L’anello dell’architetto Nio risponde alle esigenze di visibilità, funzionalità e flessibilità della macchina museale. Con la sua forma semicircolare metallica ,attraverso la trasparenza dei locali posti al piano terra, essa offrirà maggiore fruizione attraverso servizi, per il pubblico, posti subito all’esterno.
Questa nuova soluzione pronta per il 2011, risolverà due questioni importanti : un percorso circolare per ovviare che, come succede ora, i visitatori siano costretti ,per uscire, a ritornare sui propri passi rifacendo tutto il percorso. In secondo luogo, finalmente, è stato progettato un ingresso facilmente identificabile rivolto verso la strada, in cui saranno concentrate tutte le funzioni rivolte al pubblico.

Categories Parchi, Parco di Sculture | Tags: | Posted on gennaio 14, 2011

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